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Chiesa di San Giuseppe (ex S. Adolfo)


Foto del progetto originale (per gentile concessione di  Marina Vicari Lerario)A croce latina, col campanile incorporato nella facciata principale, e due chiostrini laterali esterni, sistemati a giardino e delimitati da un doppio porticato, di bello aspetto. Sorge su un vasto piazzale-belvedere. Donde si gode l'ampio panorama di pian del Fucino, imponente opera di bonifica compiuta dal principe Torlonia col prosciugamento del lago Fucino. Alla Chiesa si accede da tre ingressi: quello centrale ha la porta in noce massiccio con sei belle sculture in legno, del Musso di Torino, rappresentanti i quattro evangelisti e due angeli volanti. Sull'architrave, lunetta con pannello decorativo in ceramica rappresentante una giovane fascista (Maria Luisa Letta) e un avanguardista (Adolfo Letta) nell'atto di offrire a Dio la Chiesa.

La ceramica, su disegno del Chini di Firenze, è della Manifattura Chini di Borgo S. Lorenzo nel Mugello. Al disopra della lunetta, in corrispondenza della parte centrale del Campanile, grandiosa vetrata a canne d'organo, illuminata di sera e alta m. 14. Anche questa vetrata, di pregevole fattura, è della Manifattura Chini, che ha curato altresì l'esecuzione della grande croce vitrea antistante alla vetrata.

Nella cella campanaria sono collocati quattro radiodiffusori che fan parte di un impianto radiomusicale, di cui si parlerà in seguito. Il Campanile e il porticato dei chiostrini sono colorati in rosso pompeiano; il resto della costruzione in giallo a varie gradazioni. Al lati e posteriormente altre quattro porte d'ingresso. Il disegno ed il progetto di questa Chiesa, sono dell'architetto/ingegnere Giuseppe Vincenzo Vicari, nato nel 1901-1989, che, per le notevoli innovazioni introdotte, ha richiamato e continua a richiamare l'attenzione di tutto il mondo. Hanno diretto i lavori di costruzione gli ingegneri: consigliere nazionale Giuseppe Peverelli e l'architetto Luigi Buffa, di Torino. Questi lavori sono stati eseguiti dalla S. A. Cantieri Ettore Benini di Forlì. Il Comune, Fascio e popolazione di Aielli hanno concorso alla costruzione con opere varie.

Le Vetrate. Sono indubbiamente il piú bello ornamento e la piú originale attrattiva della Chiesa, della quale costituiscono la caratteristica e la fama già grande. Opera mirabile della Manifattura Chini di Borgo S. Lorenzo (Firenze), comprende 18 grandi finestre laterali, e 2 enormi trifore in corrispondenza dei due bracci del transetto. Quattordici delle prime raffigurano le stazioni della Via Crucis, con teorie di angeli oranti.
 
Le due trifore rappresentano: una l'Annunciazione, l'altra un disegno allegorico che vuole esprimere la rinascita attraverso il sacrificio, mentre ai due lati i figli del donatore rinnovano l'offerta già preannunciata nella lunetta d'ingresso. Questa vetrata si chiama appunto dell'offerta. Quelli che non è possibile descrivere sono i meravigliosi colori delle vetrate. Il visitatore è pregato di giudicarli da sé, ammirandone i fantastici effetti, specie nelle giornate di sole, anche sulle pareti della Chiesa che volutamente. onde le vetrate ne avessero giusto risalto, sono state lasciate nude nel loro bianco-avorio che è pure di bello effetto.

SACRARIO DEI CADUTI

Forma uno spigolo della Casa Littoria ed è prospiciente al grande piazzale I° Maggio, fra la Casa stessa e la Chiesa. E' a forma di tempietto circolare, con la parte anteriore aperta e sostenuta da quattro colonne monolitiche, alte 6 metri, di marmo Serizzo lucidato della Valle Antigorio. La parte posteriore é chiusa da lastre grigio-argentee di beola di Cardezza. Nel mezzo della parete è incavata una croce di diorite nera di Ornavasso. Al centro del pavimento circolare è collocata un'ara di marmo Valstrona poggiata sopra una base di diorìte grigia di Ornavasso. Sulla parte anteriore dell'ara è scolpito un fascio littorio, su disegno dell'accademico d'Italia S. E. Piacentini, e all'ombra del fascio sono incisi i nomi dei 34 Caduti di Aielli nelle guerre degli ultimi 20 anni. Il monumento è illuminato, a sera, mediante apposito impianto di luce riflessa. Sull'attico un motto del Duce: Ricordare e prepararsi.

Bibliografia

    
    
 
  
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