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La foce
Testi a cura del Prof. Giuseppe Grossi  maggiori info autore
 
All’imbocco delle Gole di Aielli-Celano, sulla destra, sono i resti dell’incastellamento medievale di Foce detti nel sei-settecento “Castelluccio”. Si riconoscono, oltre le mura di recinzione, i resti dell’abitato interno disposto su lunghe terrazze impostate su roccia ed intercalate da rampe viarie interna: le abitazioni in opera incerta medievale sono poggiate su pareti di roccia con piccole caverne utilizzate come cantine. 
 
Nella parte alta, sul versante est, una porta ricavata nella roccia con base gradinata permette di raggiungere dall’esterno dell’abitato, la torre-cintata sommitale composta da un recinto a pianta triangolare sul pendio con resti di piccole cisterne interne. 
 
La torre, a pianta quadrata, è posta a rombo rispetto al pendio in modo da presentare gli angli sulla fronte di eventuali assalitori provenenti dalla montagna o dal borgo sottostante. 
 
Dai resti murari si evidenziano due fasi costruttive: una prima dell’XI-XII secolo ed un’altra successiva alle distruzioni federiciane del 1231. A questo abitato appartenevano ben sei chiese fra cui quella di S. Maria intra Fauces posta nell’interno delle Gole sopra la “Fonte degli Innamorati”. 
 
Gli abitanti sono citati nel 1231 dallo statuto svevo di riparazione dei castelli in cui Federico II dava l’ordine di riparare il Castrum Ovinuli, uno dei strategici castra imperiali dell’Aprutium posto ai confini settentrionali del Regno di Sicilia: «Castrum Ovinuli reparare debet homines ipsius castri et homines Fuce cum pertinensis suis…» (Sthamer 1914 e 1995, 121); da evidenziare l’importanza della dizione “con le loro pertinenze” a segnalare l’importanze dell’abitato.
  
Nel corso del trecento il paese divenuto proprietà del monaci Celestini di Celano fu abbandonato a favore del vicino Aielli, ecco perché l’imbocco delle Gole, Monte Secine, la selva del Cimitero (“Subezzano”) e parte dell’abitato di Celano sono ora in territorio di Aielli (Grossi 1998, 100). A questo abitato apparteneva la fortezza medievale di Monte Secine, la duecentesca Rocca de Foce.

 
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